Riflessioni n un pomeriggio di metà novembre
Chi siamo? Bella domanda! Siamo uomini fatti di pelle, ossa, muscoli, tendini, organi, cellule molecole…siamo corpo e siamo fisico. Sotto un albero secolare di “massarauba” iniziamo a chiederci chi siamo e da dove veniamo…
Gli studi dimostrano che l’ uomo è composto per il 75% di acqua.
Un scientista fotografo giapponese iniziò una ricerca sulle molecole di acqua, in uno dei suoi viaggi in India raccolse alcune molecole di acqua in un riservatorio all’inizio di una città, fece una foto e notò che le molecole facevano un mandala impreciso, brutto, sporco. Dopo poche settimane prese la stessa acqua e la portò a benedire al Dalai Lama la foto che risultò delle molecole fu un mandala preciso, bello, colorato… partendo da questa esperienza lo scientista giapponese iniziò a credere che le molecole d’acqua vengano influenzate dal pensiero, e dall’intenzione di chi si avvicina, per questo motivo iniziò una ricerca più approfondita e avvicinò alle molecole d’acqua parole con accezione positiva (amore, pace, libertà…) e altre con accezione negativa ( guerra, odio, schiavitù…), come aveva immaginato le molecole risposero dando disegni divers a seconda della parole che gli si avvicinava ( mandala belli e colorati se si avvicnava una parola di accezione positiva o mandala brutti e imprecisi se si avvicinava una parola di accezione negativa).
Alla luce di tutto ciò vi invito a pensare: se l’uomo è composto dal 75% di acqua il nostro pensiero influenzerà sul nostro benessere?
Riflettete e approfittate di ogni momento…
E se volete approfindire su questo argomento vi consiglio un documentario che si intotala “chi siamo?” (What the Bleep Do We Know?) di William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente
7 de dezembro de 2010
COSIMO E DAMIANO
Ci sono documenti che attestano che Cosimo e Damiano sono due gemelli nati in Arabia nel III seculo d.C da una nobile familia cristiana, il loro vero nome è Acto e Passio.
I due gemelli studiarono Medicina in Siria e cominciarono a curare in Egea e poi in tutta l’Asia minore. La cura per loro era una missione in nome di Cristo per questo non chiedevano in cambio nessun tipo di pagamento con l’ andare del tempo il popolo inizio’ a chiamarli anargiros cioè nemici del denaro. A causa della loro grande fede e di queste grandi doti curative i due furono perseguitati da Docleziano e martirizzati in Siria.
Si racconta che grazie alle loro preghiere riuscivano a curare anche malattie ben difficili da estirpare. A partire del V sec. alla luce dei molti miracoli i due gemelli iniziarono ad essere considerati medici e presto divennero i protettori dei chirurgi ma anche dei bambini perché la leggenda racconta che dopo la loro morte iniziarono ad apparire per difendere e curare i bambini maltrattati.
Il 27 settembre è il giorno di Cosimo e Damiano e molte religioni afro-brasiliane festeggiano i due Santi. Qui nel Capão la festa di Cosimo e Damiano è una delle feste più sentite della comunità.
La tradizione vuole che chi ha fratelli o figli gemelli, o chi fa un voto festeggi il Santo cucinando un grandissimo pranzo per tutta la comunità, più cibo c’ è e più persone vengono saziate, più si è grati al Santo.
Il 26 le famiglie devote iniziano il rituale di preparazione del cibo, tutti i parenti, amici e vicini vengono coinvolti nella preparazione. Il 27 è il grande giorno, anche se, poichè nel Capao sono molte le famiglie devote, la festa ormai dura una settimana in modo tale da poter festeggiare in tutte le case. Di mattina alle 6 vengono sparati dei botti per avvertire che è il giorno della festa…il Capao da questo punto di vista ricorda Napoli infatti per qualsiasi occasione (quando nasce un bambino, quando si festeggiano i santi, quando il Brasile vince una partita ai mondiali…) si sparano i botti…a mezzogiorno inizia il rituale a colpi di botti, prima di servire il pranzo la comunità si unisce di fronte all’altare del santo e prega cantando intorno a 7 bambini, che rappresentano i Santi, che mangeranno seduti per terra e rigorosamente con le mani solo dopo che i bambini hanno finito di mangiare si inizia a servire il cibo al resto della comunità.
Le canzoni sono tutte canzoni rivolte a Cosimo e Damiano accompagnate a volte solo da battipalma o altre da tamburi…molto spesso in questa parte su alcune delle donne devote “embaixa o santo” cioè ricevono, incarnano il santo (come in molte religioni afro-brasiliane) e iniziano a cantare, ballare, parlare come lui molto spesso appena il tamburo inizia a suonare il santo si manifesta. Queste manifestazioni qui nel Capão sono particolari perché non esiste una tradizione afro-religiosa e la festa di Cosimo e Damiano è l’unica festa in cui qualcuno incorpora il santo. Questa festa esiste da secoli è uno dei legami che forti rimane con la cultura antica, con gli antenati…
Ste ed io ci siamo innamorati di questa festa e chissà tra qualche anno la festeggeremo anche noi con solo cibo italiano…
I due gemelli studiarono Medicina in Siria e cominciarono a curare in Egea e poi in tutta l’Asia minore. La cura per loro era una missione in nome di Cristo per questo non chiedevano in cambio nessun tipo di pagamento con l’ andare del tempo il popolo inizio’ a chiamarli anargiros cioè nemici del denaro. A causa della loro grande fede e di queste grandi doti curative i due furono perseguitati da Docleziano e martirizzati in Siria.
Si racconta che grazie alle loro preghiere riuscivano a curare anche malattie ben difficili da estirpare. A partire del V sec. alla luce dei molti miracoli i due gemelli iniziarono ad essere considerati medici e presto divennero i protettori dei chirurgi ma anche dei bambini perché la leggenda racconta che dopo la loro morte iniziarono ad apparire per difendere e curare i bambini maltrattati.
Il 27 settembre è il giorno di Cosimo e Damiano e molte religioni afro-brasiliane festeggiano i due Santi. Qui nel Capão la festa di Cosimo e Damiano è una delle feste più sentite della comunità.
La tradizione vuole che chi ha fratelli o figli gemelli, o chi fa un voto festeggi il Santo cucinando un grandissimo pranzo per tutta la comunità, più cibo c’ è e più persone vengono saziate, più si è grati al Santo.
Il 26 le famiglie devote iniziano il rituale di preparazione del cibo, tutti i parenti, amici e vicini vengono coinvolti nella preparazione. Il 27 è il grande giorno, anche se, poichè nel Capao sono molte le famiglie devote, la festa ormai dura una settimana in modo tale da poter festeggiare in tutte le case. Di mattina alle 6 vengono sparati dei botti per avvertire che è il giorno della festa…il Capao da questo punto di vista ricorda Napoli infatti per qualsiasi occasione (quando nasce un bambino, quando si festeggiano i santi, quando il Brasile vince una partita ai mondiali…) si sparano i botti…a mezzogiorno inizia il rituale a colpi di botti, prima di servire il pranzo la comunità si unisce di fronte all’altare del santo e prega cantando intorno a 7 bambini, che rappresentano i Santi, che mangeranno seduti per terra e rigorosamente con le mani solo dopo che i bambini hanno finito di mangiare si inizia a servire il cibo al resto della comunità.
Le canzoni sono tutte canzoni rivolte a Cosimo e Damiano accompagnate a volte solo da battipalma o altre da tamburi…molto spesso in questa parte su alcune delle donne devote “embaixa o santo” cioè ricevono, incarnano il santo (come in molte religioni afro-brasiliane) e iniziano a cantare, ballare, parlare come lui molto spesso appena il tamburo inizia a suonare il santo si manifesta. Queste manifestazioni qui nel Capão sono particolari perché non esiste una tradizione afro-religiosa e la festa di Cosimo e Damiano è l’unica festa in cui qualcuno incorpora il santo. Questa festa esiste da secoli è uno dei legami che forti rimane con la cultura antica, con gli antenati…
Ste ed io ci siamo innamorati di questa festa e chissà tra qualche anno la festeggeremo anche noi con solo cibo italiano…
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